13/02/2021 Comunicati- Se davvero per l’Italia c’è bisogno di ricostruttori non si può prescindere dai docenti

Tra i primi interessi del prof. Draghi c’è stata subito la scuola con un’idea di proposta non sappiamo quanto del tutto veritiera ma sicuramente non riconoscente nei confronti di quanto svolto nell’ ultimo anno dai docenti italiani.
Essi hanno tanto tempo da recuperare, è vero.

Devono recuperare il tempo impiegato:

a formarsi autonomamente dall’ oggi al domani nelle loro case e con i propri mezzi per avviare le lezioni in dad ;
a correggere la smisurata molteplicità dei compiti scritti nella fase iniziale delle lezioni asincrone che, non permettendo l’interazione sincrona, agivano sullo scambio dei testi scritti;

a disposizione degli alunni sulle chat delle classi fino a tarda sera per sovvenire ai loro diversificati bisogni, non ultimi quelli psicologici;
a preparare le lezioni con il reperimento di materiale idoneo alla modalità dad.
Tutto tempo sottratto alle famiglie e alla gestione del proprio benessere ma i docenti sono tutte persone generose e da sempre danno più di quanto ricevono in termini di retribuzione.
Le competenze messe in atto nei diversificati progetti degli Open Day quali registi, scenografi, sceneggiatori mai pagate o, raramente, pagate solo forfettariamente ne sono, infatti, l’esempio.
Per non parlare delle varie riunioni collegiali ( consigli, collegi, riunioni dipartimentali ecc. ) che durano sempre più del tempo formalmente indicato nei verbali e forfettariamente calcolate in sole 40 ore annuali.
La generosità degli insegnanti unitamente al loro essere professionisti poco agguerriti sul fronte delle rivendicazioni è scambiata per sottomissione di cui approfittarsi per poter decidere sulla loro pelle di tutto.
Se l’interesse del prof. Draghi è subito andato alla scuola questo non può che farci piacere.
Accendere i riflettori su un universo che ha bisogno di essere realmente preso in considerazione è una delle tante emergenze di cui l’Italia deve occuparsi.
Sarebbe il caso che finalmente una personalità tanto attenta a ricostruire l’Italia e al buon impiego della spesa pubblica riconoscesse la particolarità della Funzione docente e la rivalutasse, non mortificasse come da troppo tempo i vari ministri dell’istruzione hanno ininterrottamente fatto.
Se davvero c’è bisogno di ricostruttori non si può prescindere dai docenti ridando loro la dignità che meritano.

Teresa Del Prete
Ufficio stampa Gilda Napoli

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