25/02/2018 Lettera aperta al Presidente Mattarella

Pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al Presidente Mattarella scritta dalla professoressa Maria Briguori, nostra dirigente sindacale.

Lettera aperta al Presidente Mattarella

Egregio Presidente,

sono una professoressa ed ho apprezzato molto le sue dichiarazioni  sul comportamento errato dei genitori che aggrediscono i docenti dei loro figli.

Rivelano  preziosa attenzione a questo fenomeno pericoloso e dilagante che svilisce tutti indistintamente: famiglie, alunni e Stato.

I docenti sono funzionari dello Stato nello svolgimento delle loro funzioni eppure chi li aggredisce non ci pensa, temo… lo ignori.

Così come ignora che, per tenere connessa alle esigenze dei tempi  la funzione docente, il MIUR ci prescrive continuamente aggiornamenti, formazioni obbligatorie, valutazioni, autovalutazioni che segnano i percorsi che non solo hanno portato ciascuno di noi in cattedra ma che continuano ad impegnarci per poterci restare!

Tutto questo lavorio interno al mondo della scuola non pare sia noto!

Per molti vale ancora lo stereotipo antico del professore che lavora per poche ore al giorno ed ha tantissime vacanze.

Qualcuno ha diffuso le nostre modestissime tabelle stipendiali con l’elenco a fronte di tutto il sapere, saper essere e saper fare che ci viene richiesto in cambio?

“Lo studente non è un vaso vuoto  da riempire ma un fuoco da accendere” ; ma la missione della scuola non si esaurisce in ciò.

Quel “fuoco”, una volta acceso,  va alimentato,  custodito.

“Scienza” ed “Artigianato” interagiscono nella funzione docente nel senso che il nostro lavoro va compiuto in maniera individualizzata, in base ai bisogni di ciascun allievo e  nessuna “macchina robotizzata” potrà mai sostituirci.

Un lavoro delicato che si fonda sul reciproco riconoscimento di ruoli, sulla fiducia e stima tra docenti , genitori e discenti senza le quali NULLA puo’ essere trasmesso.

Ma come si è arrivati a tanto?

Si è incominciato da tempo , lentamente, come in un “crescendo” rossiniano,  a cancellare  con il “leggero venticello” del discredito, la dignità ed il riconoscimento sociale del nostro ruolo … per giungere ai “colpi di cannone” che deflagrano in questi giorni.

Questi professori:

-Incapaci di sanare il vuoto che circonda i figli delle nostre periferie!

-Contestati nelle loro scelte pedagogiche dalla gogna degli infiniti  pettegolezzi dei gruppi social fioriti negli ultimi anni tra gli alunni ed i genitori!

Ma non tutti gli  insegnanti sono uguali così come non lo sono tutti i genitori e non bisogna in nessun caso generalizzare.

Per fortuna  in ogni classe la maggior parte degli alunni è supportata da genitori presenti , collaborativi nel condividere strategie didattico-educative con gli insegnanti attraverso la firma del ” patto educativo” con le  rispettive Istituzioni scolastiche.

Esistono, però, in ogni classe, alunni pigri che passano i pomeriggi a cibarsi della tv spazzatura, o a disputare epiche gare sulle playstation, o a dare quattro calci ad un pallone cullando sogni di serie A, o a chattare sui social ecc.

Questi  ragazzi esercitano purtroppo l’intelligenza solo per giustificare il loro mancato impegno e dare spesso la colpa di ciò ai professori.

Capita spesso che abbiano genitori ” distratti”, tanto impegnati in altro che non riescono a svolgere il loro compito e demandano tutto alla scuola. Che però in molti di questi casi ha le mani legate: guai a stimolare i ragazzi, a tentare di accendere una benchè minima ” fiammella”…

Si rischia di trovarseli davanti  con aria minacciosa ad ergersi in difesa dei loro pargoli!

Caro Presidente, opero in Campania, terra dei fuochi, delle baby gang, terra di camorra , di un numero esponenziale  di disoccupati, sottoccupati e lavoratori in nero.

In questo quadro deprivato e desolante  bisogna ri-educare i genitori che ne hanno bisogno per permetterci di educare i loro figli!

Prof. ssa Maria Briguori

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