I viaggi di istruzione non possono diventare l’ennesimo terreno cu cui scaricare nei confronti dei docenti responsabilità enormi, rischi e lavoro non riconosciuto.
La Scuola ha certamente il compito di offrire agli studenti opportunità formative anche al di fuori dell’aula, ma questo non autorizza nessuno a trasformare l’accompagnamento in un obbligo mascherato.
La normativa è chiara nel richiedere che la designazione degli accompagnatori avvenga tenendo conto della disponibilità effettiva dei docenti e non attraverso forzature, pressioni o richiami al “senso del dovere” usati come leva per aggirare la libertà professionale.
La verità è semplice: accompagnare una classe significa assumere una responsabilità pesantissima, ben oltre la normale prestazione di servizio.
A fronte di queste responsabilità, la retribuzione è inesistente o del tutto insufficiente, quando si va a raschiare il fondo del barile, in questo caso il fondo di Istituto, per conferire agli accompagnatori un parzialissimo riconoscimento economico.
E’ inaccettabile che si chieda ai docenti di lavorare fuori orario, di garantire vigilanza continua, di assumersi impegni delicatissimi e di farlo senza un congruo riconoscimento economico. Questa non è valorizzazione professionale: è svalutazione del lavoro docente.
Pe questo diciamo con chiarezza che nessun docente può essere obbligato ad accompagnare una visita d’istruzione. La disponibilità deve essere libera, esplicita e verbalizzata.
Non sono accettabili pressioni della dirigenza, moralismi o ricatti organizzativi. La scuola non può pretendere di funzionare solo sulla disponibilità indefinita e gratuita dei docenti, mentre scarica altrove le proprie carenze di programmazione e di tutela.
Chiediamo, quindi, che ogni scuola rispetti davvero la libertà professionale dei docenti, raccolga le adesioni con anticipo e trasparenza, verbalizzi ogni disponibilità e garantisca per iscritto tutte le informazioni necessarie su sicurezza, coperture e responsabilità.
Difendere i docenti significa difendere anche la qualità e la serietà della scuola pubblica.
Il coordinatore provinciale della Gilda degli Insegnanti
Giuseppe Canonico
